Come la Cina ha inventato l’ascensore sociale contro il nepotismo
Quando il potere viene tramandato per diritto di nascita o per conoscenze, lo Stato è destinato a degradare. Nel VII secolo (Dinastia Tang), la Cina introdusse il sistema “Keju”: i primi concorsi pubblici aperti al mondo.
Il Problema: Il potere dei clan
Per secoli, le cariche in Cina furono occupate da esponenti delle famiglie aristocratiche. Ciò generò il nepotismo, dove la lealtà al clan era superiore alla professionalità. Le risorse dello Stato venivano saccheggiate all’interno delle reti familiari.
La Soluzione: Selezione a tre fasi
Il sistema Keju cambiò radicalmente le regole del gioco. Per diventare un funzionario (mandarino), era necessario superare degli esami:
Meritocrazia: Qualsiasi contadino di talento poteva salire ai vertici del potere se conosceva i testi classici e il diritto meglio del figlio di un aristocratico.
Anonimato: Gli elaborati d’esame venivano ricopiati da scribi speciali affinché l’esaminatore non riconoscesse la grafia del candidato. I nomi erano sigillati.
Isolamento: I candidati venivano chiusi in celle individuali per diversi giorni per escludere qualsiasi contatto con l’esterno o la possibilità di ricevere suggerimenti.
Conseguenze: L'età d'oro della burocrazia
La Cina creò l’apparato amministrativo più professionale dell’epoca. Il nepotismo fu seriamente limitato, poiché una carica non poteva essere acquistata né ereditata: doveva essere meritata grazie all’intelletto.
Conclusione della Genesi:
L’esperienza del Keju insegna: la migliore arma contro il nepotismo è l’accesso trasparente e paritario alle cariche. Quando il concorso professionale diventa l’unica porta d’accesso al potere, i legami corruttivi perdono la loro forza.